Paolo Borroi: cultura d’impresa e partecipazione, i nuovi driver dell’innovazione nel turismo per l’evoluzione della specie turistica.

Paolo Borroi, consulente di management e marketing a Agri Travel Expo

Paolo Borroi, marketer, business e innovation designer nel management e marketing turistico, management e marketing Agri Travel Expo, Autore, Alpinista.

interventi:

  • VENERDI 09 ottobre ore 15:30 – Sala Caravaggio – Convegno inaugurale
  • SABATO 10 ottobre ore 11:00 – Area Meeting all’interno del padiglione fieristico – Incontriamo gli studenti
  • DOMENICA 11 ottobre ore 10:00 – Area Meeting all’interno del padiglione fieristico – Meeting Turismo Attivo

   

Riflessione sui performanti modelli nordici di sviluppo con design partecipativo. Il fare per pensare: persone al primo posto, tecnologia all’ultimo.

Innovare dovrebbe significare fare meglio, con strumenti anche organizzativi e concettuali nuovi ed emergenti, quel che fino a ieri si faceva in modo consolidato: il motivo per innovare dovrebbe essere la convenienza: vivere meglio, trovare gratificazione in ciò che si fa, sentirsi parte dell’avanguardia, curare se stessi e la società. Capita però spesso che l’innovazione venga intesa, poi interpretata come sinonimo dell’hi-tech. Oggi nel turismo è ancora troppo radicato il credere che un processo di innovazione e di sviluppo debba iniziare dalla tecnologia. Questo approccio è piuttosto ingenuo e pressapochista. Nonostante sia sotto gli occhi di tutti ed è supportato dai fatti dei tanti insuccessi e purtroppo anche da corposi investimenti, pochissimi ancora comprendono il perché di questi insuccessi. La soluzione vetrina tecnologica è facile da affrontare perchè la si acquista al “supermercato” dell’innovazione preconfezionata, quella presunta.

Questo succede per mancanza di adeguata professionalità, competenza manageriale e quindi anche di visione strategica di intendere l’innovazione come sviluppo. Questo approccio, sterile, porta il sistema ad acquistare, quasi da produzione in serie i piani strategici, di protocolli operativi standardizzati calati dall’alto (top-down), ma che al braccio operativo mai arrivano, fermandosi sulle scrivanie ai ‘piani alti’. Nel turismo e non solo, domina ‘l’effetto pecora’ basta che una pecora corra in una direzione e tutto il branco la segue di corsa, senza curarsi di cosa stia facendo e di dove stia andando, che sia la strada giusta o sbagliata. Questo è il frutto di una specie, che Darwin chiamerebbe madre, che si è abituata nel tempo a comprarsi soluzion generaliste, ed è purtroppo avvilente, non aiuta le persone a trovare la bussola, non stimola la creatività il ragionamento nè la crescita individuale. Questo porta a copiare quello che vediamo, quello che fa il vicino, inclusi errori e insuccessi. Le cose preconfezionate NON vanno bene per tutto e per tutti.

non è la speciè più forte né la più intelligente che sopravvive. Ma quella in grado di recepire più rapidamente gli stimoli esterni per mutare – Charles Darwin

 

è meglio fare per pensare, che pensare cosa fare – Paolo Borroi

#AgritravelExpo